Mentre Antonis Samaras della Nuova Democrazia si è insidiato ufficialmente a capo del Governo greco, ulteriori tensioni stanno dilagando per l’Eurozona, con i politici che chiedono nuove azioni sotto forma di acquisto di bond. La Cancelliera tedesca Angela Merkel si rifiuta ancora di prestare aiuto acquistando titoli regionali, nel tentativo di primeggiare nei rendimenti. Le dichiarazioni rilasciate da Fidelity indicano che gli investitori sono guardinghi nei confronti di nuovi in-azioni da parte dell’Eurozona e prevedono ulteriori bailout. I mercati azionari hanno chiuso per la maggior parte in territorio positivo, visto che l’anticipazione di ulteriori stimoli da parte della Fed ha sostenuto i mercati. Il MIB italiano ha guadagnato il +2.13%, mentre l’IBEX spagnolo il +1.53%. L’OMX svedese è stato scambiato in rialzo del +1.48%. La coppia EURUSD è scesa di nuovo sotto l’1.27 ed è scambiata a 1.2670, mentre il GBPUSD è in calo del -0.25%, scambiato a 1.5679.
I dati relativi alla crescita in Nuova Zelanda hanno duplicato le aspettative, con il PIL in crescita del +1.10%, contro una previsione del +0.50%. In seguito a tale annuncio, la coppia NZDUSD ha rimbalzato, salendo a 0.796. Dall’altro canto, in seguito alla dichiarazione sui tassi d’interesse della FOMC, i mercati asiatici sono scambiati contrastati, con il Nikkei che si porta a +0.96%, sulla scia della decisione di nominare 2 nuovi membri della BoJ che ritiene che una politica monetaria accomodante sia la strada verso la crescita. L’USDJPY è scambiato al rialzo, a quota 79.580. L’Hang Seng e l’ASX australiano sono entrambi deboli e perdono rispettivamente il -0.75% e il -0.68%, dopo che la Cina cerca di appoggiare investimenti stranieri nei mercati capitali e l’Australia vacilla per il calo dei prezzi delle materie prime.
La Federal Reserve ha deciso di espandere l’operazione “twist”, in una mossa ben anticipata dai mercati, anche se le note a lato della decisione hanno rivelato un ulteriore calo nelle previsioni sulla crescita. Le dichiarazioni hanno messo in risalto anche i venti contrari provenienti dall’Europa che l’economia globale sta affrontando. Gli indici hanno chiuso contrastati, con il Nasdaq in parziale crescita del +0.02%, mentre il S&P 500 ha registrato un calo del -0.17% e il Dow Jones ha perso il -0.10%. Il greggio WTI è sceso sotto i minimi di 8 mesi, registrando -1.29% e scendendo a quota $80.40/barile. Le materie prime soft sono in generale più deboli, mentre i metalli preziosi sono in calo, dal momento che nessun ulteriore stimolo monetario è stato annunciato. L’oro è in calo del -0.85%, a quota $1602.10, mentre l’argento ha segnato una perdita del -1.85%, a quota $27.865. Dopo i dati sulla disoccupazione, nel tardo pomeriggio di oggi verrà annunciato il dato sulla vendita di case esistenti.